Concorrenza sleale: una guida pratica e come difendersi

24 Feb , 2021 Investigazioni Aziendali

Concorrenza sleale: una guida pratica e come difendersi

La concorrenza sleale è un comportamento scorretto ai danni di un’azienda, realizzato da un competitor o da un dipendente infedele per ottenere un ritorno economico.

Quali sono gli atti che devono essere considerati concorrenza sleale lo indica il Codice civile all’articolo 2598:

  • usare il nome o i segni distintivi di un marchio concorrente o imitarne i prodotti o servizi per confondere gli acquirenti;
  • screditare pubblicamente un concorrente;
  • violare i diritti di proprietà industriale e appropriarsi delle virtù di un prodotto che invece appartengono ad un’altra azienda;
  • trasgredire i principi della concorrenza leale con il fine di danneggiare un’altra azienda.

Un atto di concorrenza sleale può essere perpetrato con varie tecniche e mezzi illeciti e può danneggiare un’azienda su vari livelli, da quello produttivo, a quello economico, fino al danno reputazionale.

Quali sono gli atti di una concorrenza sleale (alcuni esempi)

In un mercato libero ci sono più aziende che vendono allo stesso pubblico un prodotto similare: questo è ciò che possiamo definire come rapporto di concorrenza tra aziende.

Ma se un imprenditore si avvantaggia su un concorrente sviandone la clientela in modo scorretto (ovvero al di fuori dei principi della correttezza professionale) commette un atto di concorrenza sleale.

Il Codice civile è chiaro su quali siano i casi da inquadrare come concorrenza sleale: attività confusorie, di denigrazione, di alterazione del mercato o ai danni di uno specifico competitor.

Ecco alcuni esempi pratici di atti di concorrenza sleale:

  1. imitare la strategia dei concorrenti o contraffare prodotti o marchi per creare confusione nel pubblico (concorrenza parassitaria);
  2. abbassare i costi dei propri prodotti e violare il tariffario minimo di una categoria di prodotti o servizi per eliminare la concorrenza dal mercato (dumping)
  3. diffondere pubblicità menzognere;
  4. assumere i dipendenti di un’impresa concorrente con l’intento di danneggiarla (storno di dipendenti).

Quest’ultimo punto merita di essere approfondito: quando assumere un dipendente di un’azienda concorrente può considerarsi atto di concorrenza sleale?

Nella sentenza numero 20228 del 4 settembre 2013, la Corte di Cassazione ha affermato che: “la concorrenza illecita per mancanza di conformità ai principi della correttezza non può mai derivare dalla mera constatazione di un passaggio di collaboratori (cosiddetto storno di dipendenti) da un’impresa ad un’altra concorrente, né dalla contrattazione che un imprenditore intrattenga con il collaboratore del concorrente, attività legittime come espressione dei principi della libera circolazione del lavoro e della libertà di iniziativa economica.”

Un comportamento sleale si verifica invece quando si sottrae all’azienda competitor il modus operandi e le conoscenze tecniche e di mercato (il know-how) che le permettono di competere.

Quando si può denunciare un concorrente per storno di dipendenti?

Per denunciare un competitor e ottenere un risarcimento danni, l’azienda danneggiata deve produrre delle prove che dimostrino l’animus nocendi, ovvero la volontà di arrecare danno, dell’azienda concorrente.

In questo caso, intraprendere delle indagini investigative per concorrenza sleale è la scelta migliore. Un investigatore privato esperto in questo tipo di casi raccoglierà rapidamente gli indizi di atti illeciti e produrrà prove valide in tribunale con cui denunciare il competitor.

I dipendenti infedeli

Un atto di concorrenza sleale può essere perpetrato non direttamente dall’imprenditore di un’azienda concorrente, ma da un soggetto terzo che consapevolmente danneggia un’altra azienda per ottenerne un vantaggio. È il caso della concorrenza sleale ad opera di dipendenti infedeli.

L’articolo 2105 del Codice Civile afferma che il dipendente che tratta affari in concorrenza con l’azienda per cui lavora, per interesse proprio o per conto di terzi, o che divulga dati o notizie sensibili sui metodi di produzione o di organizzazione aziendale è un dipendente infedele che commette un reato di concorrenza sleale.

Esempi di atti di infedeltà aziendale:

  • il dipendente svolge attività professionali che intercettano la stessa clientela dell’azienda per cui lavora;
  • il dipendente agisce contri gli interessi aziendali, rivelando informazioni sensibili sull’azienda;
  • l’impiegato in cassa integrazione svolge attività lavorative remunerate in nero presso un altro datore di lavoro;
  • il dipendente usa in modo illecito o per finalità personali i beni di proprietà dell’azienda.

Indagini sui dipendenti infedeli

In caso di sospetto di infedeltà aziendale, il datore di lavoro dovrà trovarne le prove, in modo da poter procedere a un licenziamento per giusta causa.

INSIDE Agency può incaricarsi di svolgere rapidamente le indagini sui dipendenti infedeli e produrre prove inconfutabili di comportamenti scorretti che contravvengono all’obbligo di fedeltà e non concorrenza del dipendente.

Come spiega Paola Orlando – Head of Area Intelligence & Security Investigations di INSIDE:

“Le nostre indagini partono sempre da uno studio di fattibilità, a cui segue la definizione della strategia operativa più efficace. In base al caso e alla tipologia del soggetto, si valuta se realizzare appostamenti o pedinamenti per acquisire le prove di comportamenti scorretti. Un’agenzia investigativa può realizzare in poco tempo anche una verifica dei sistemi informatici dell’azienda attraverso la Digital Forensics. I nostri tecnici, in particolare, sono in grado di evidenziare qualsiasi irregolarità commessa da un dipendente all’interno dell’azienda, rilevando la copia, l’alterazione o la diffusione di documenti sensibili a vantaggio di un competitor.”

Concorrenza sleale di ex dipendenti

I comportamenti disonesti possono provenire anche da ex dipendenti che dispongono di informazioni sensibili sulla struttura, i processi e la gestione aziendale e che decidono di rivelare tali informazioni alla concorrenza.

Proprio per limitare queste problematiche, in molti settori sono ormai ampiamente diffuse due clausole contrattuali che obbligano l’ex dipendente a non sfruttare le conoscenze in suo possesso quando sarà cessato il rapporto di lavoro.

Si tratta di:

  • “patto di non concorrenza” (disciplinato dal Codice civile all’articolo 2125): il dipendente non potrà svolgere attività professionali per un competitor quando la collaborazione lavorativa con l’azienda si sarà conclusa;
  • “patto di riservatezza” o accordo di non divulgazione: il dipendente non può divulgare informazioni sensibili sull’azienda in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Il patto di non concorrenza può durare fino a 5 anni per i dirigenti e fino a 3 anni negli altri casi. L’ex dipendente che viola tali clausole può essere denunciato per concorrenza sleale e l’azienda che lo ha assunto per concorrenza parassitaria.

Concorrenza sleale all’interno di una società

Nel contesto aziendale, l’infedeltà non si verifica solo tra dipendenti ed ex collaboratori, ma può insinuarsi anche tra i soci.

Il socio che comunica alla concorrenza informazioni sensibili della propria società per ottenerne un beneficio commette un atto di concorrenza sleale.

Inoltre, secondo l’articolo 2301 del Codice Civile:

“Il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Il consenso si presume, se l’esercizio dell’attività  o la partecipazione ad altra società preesisteva al contratto sociale, e gli altri soci ne erano a conoscenza. In caso di inosservanza delle disposizioni del primo comma, la società ha diritto al risarcimento del danno, salva l’applicazione dell’art. 2286.”

Come scoprire se i tuoi soci hanno comportamenti scorretti nei tuoi confronti?

Incaricando un’agenzia privata specializzata in investigazioni aziendali di svolgere un’indagine. Gli investigatori che si occuperanno del caso agiranno in modo discreto ma efficace, portando alla luce irregolarità o frodi, realizzate in seno alla tua società.

Scopri di più su come INSIDE Agency realizza le indagini sull’infedeltà di soci.

Concorrenza sleale: le investigazioni da avviare al primo sospetto

I danni causati da atti di concorrenza sleale, non importa se realizzati da imprenditori concorrenti, dipendenti, ex lavoratori o soci, possono causare conseguenze irreparabili all’azienda e compromettere quanto costruito in anni di duro lavoro.

Per questo, al primo sospetto di attività illecite o fraudolenti ai propri danni, un imprenditore dovrebbe svolgere delle indagini, affidando gli accertamenti ad agenzie investigative specializzate in casi di concorrenza sleale.

Le procedure di indagine di un’agenzia come INSIDE sono estremamente efficaci e portano in poco tempo alla soluzione del caso, producendo prove contro i colpevoli che hanno valore in tribunale.


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