Finta malattia: indagini e licenziamento per giusta causa

5 Lug , 2019 Case History

Finta malattia: indagini e licenziamento per giusta causa

I casi di assenteismo per finta malattia sono uno degli scenari più comuni per i quali le aziende si rivolgono a Inside. Con questa definizione si suole intendere una situazione nella quale il dipendente finge una condizione di infortunio o di malattia vera e propria con l’azienda presso la quale lavora, in modo da ottenere dei permessi che siano comunque regolarmente retribuiti. Una pratica sempre diffusa e ovviamente illecita per la quale la legge prevede delle conseguenze, tra cui la possibilità per il datore di lavoro di licenziare in tronco il dipendente per giustificato motivo, in quanto tale pratica è lesiva per il patrimonio aziendale, e le azioni in sua difesa vengono ampiamente tutelate dalla legge; ma anche per il medico, molto spesso reo di aver redatto un certificato di malattia non corrispondente al vero. Tale licenziamento però non può essere messo in atto per una condizione supposta di finta malattia, ma bensì necessita di prove concrete che dimostrino legalmente la sussistenza degli estremi per la cessazione del rapporto di lavoro. Operazione che non deve però venire commessa in autonomia da un privato o dall’azienda, onde evitare di superare le possibilità di azione da parte del datore di lavoro previste in materia dalla giurisprudenza e ledere ad esempio il diritto di privacy. L’indagine deve invece essere sempre condotta da un professionista, che possa recuperare del materiale probatorio nei limiti prestabiliti dal legislatore, e anche usare la perizia necessaria a non mettere in allerta il sospettato e rischiare dunque di compromettere l’esito delle indagini.

Case history: finta malattia

Inside veniva contattata da una azienda leader nel settore degli impianti e delle telecomunicazioni per indagare su una situazione poco trasparente di assenteismo prolungato di un proprio dipendente. Durante il racconto della propria versione dei fatti il cliente affermava di avere motivi fondati per i quali poter sospettare del dichiarato stato di infermità del lavoratore, il quale avrebbe a suo dire simulato tale condizione per giustificare una prolungata assenza dal posto di lavoro causa malattia. Non ritenendo dunque corrispondente al vero lo scenario manifestato dal dipendente, l’azienda chiedeva di usufruire della consulenza investigativa di Inside per fare luce sugli eventi e poter porre fine alla situazione in essere, venendo legittimamente abilitata al licenziamento in tronco per giustificato motivo, come previsto per legge secondo i principi di tutela del patrimonio aziendale, che viene compromesso nel momento in cui il dipendente si assenta per ingiustificato motivo, nonché della rottura dell’obbligo di fedeltà e del rapporto di fiducia che intercorre tra il datore di lavoro e il dipendente. L’intervento pattuito doveva verificare ogni circostanza di fatto che dimostrasse come lo stato di malattia dichiarato dal dipendente e certificato dal medico fosse inesistente, raccogliendo dunque le prove utili per confutare quanto espresso dalla controparte e poter interrompere il rapporto di lavoro.

Indagini per finta malattia

Come da procedura per i casi di indagine per finta malattia, Inside ha predisposto delle attività di osservazione statica e di osservazione dinamica (rispettivamente meglio conosciute con i termini ‘appostamenti’ e ‘pedinamenti’) sul soggetto per verificare la veridicità della dichiarata condizione di infermità. Nel corso delle indagini si viene presto a scoprire che il dipendente non spendeva il tempo concesso dall’azienda, nel quale ha comunque obbligo di reperibilità presso la propria abitazione o altro luogo preventivamente comunicato, per dedicarsi al riposo e alla cura della malattia; l’indagato era invece soprattutto coinvolto in impegnative attività fisiche al di fuori della propria abitazione, in particolare in operazioni di trasloco nel corso delle quali è stato anche notato trasportare carichi dal peso importante; inoltre, si è potuto osservare come il dipendente si spostasse quotidianamente dall’abitazione per partecipare agli allenamenti di basket. Tali comportamenti erano ovviamente incompatibili con lo stato di malattia dichiarato all’azienda e certificato dal medico di base, pertanto avrebbero giustificato il datore di lavoro nel licenziare immediatamente il dipendente che aveva dichiarato lo stato di infermità. I consulenti investigativi di Inside hanno documentato quanto avvenuto nelle giornate di osservazione con prove fotografiche e video, in modo da rendere esaustivo il materiale probatorio necessario all’azienda per assolvere il proprio onere di prova.

Licenziamento per finta malattia

Inside ha dunque stilato il rapporto delle sue indagini e lo ha presentato al cliente, riportando il comportamento tenuto dal dipendente durante il permesso per malattia e fornendo prove evidenti e con valore legale di comportamenti non ammissibili rispetto a quanto dichiarato. Dopo aver constatato quanto contenuto nelle riprese fotografiche e video registrate durante le attività di osservazione, l’azienda ha potuto avviare il licenziamento in tronco del dipendente per giusta causa, tutelandosi nelle sedi opportune, secondo il principio della difesa del patrimonio aziendale. In seconda battuta, anche il medico che ha redatto la certificazione al dipendente per una malattia di fatto inesistente ha dovuto chiarire la sua posizione in sede giudiziaria.

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