Indagini sulla condotta professionale preassunzione, come si svolgono

13 Feb , 2020 Investigazioni Aziendali

Quando un’azienda ha bisogno di inserire una nuova risorsa all’interno del proprio organico appronta una procedura di selezione per valutare tutti coloro i quali hanno avanzato la propria candidatura per ricoprire la posizione aperta. In generale, al netto delle specifiche politiche di assunzione attuate da ogni singola azienda, la procedura di selezione prevede l’analisi del curriculum (e, se richiesta, anche di una lettera motivazionale) e uno o più colloqui (di persona oppure a distanza); in alcuni casi, questa prassi può essere integrata da ulteriori verifiche, le cosiddette indagini preassunzione: vediamo di seguito di cosa si tratta.

Cosa sono le indagini preassunzione

Le procedure di indagine preassunzione, come spiega Salvatore Piccinni – Managing Director Head of Southern Europe di Inside Intelligence & Security Investigations, sono delle verifiche di controllo. Vengono svolte a carico di un determinato soggetto con lo scopo di valutare la congruenza di un profilo professionale con la posizione aperta disponibile all’interno dell’azienda.

Questo tipo di indagini hanno diversi scopi. Il primo è quello di accertare la veridicità delle informazioni e dei dati forniti dal candidato, ovvero verificare se quanto riportato nel curriculum o emerso durante il colloquio corrisponda effettivamente alla realtà dei fatti. Il secondo è quello di individuare fatti ed avvenimenti che il candidato, per qualsivoglia ragione, ha omesso; in particolare, le indagini preassunzione puntano ad evidenziare elementi di carattere pregiudizievole del quale l’aspirante dipendente potrebbe dover dar conto ai recruiter, ossia alle figure che si occupano di valutare le competenze dei candidati.

Per tanto, questo genere di indagini si pongono come uno strumento di supporto per l’azienda committente, in quanto forniscono riscontri oggettivi e verificati, inerenti al profilo personale (entro certi limiti) e personale dell’aspirante dipendente. In altre parole, si tratta di un’ulteriore possibilità di tutela dei propri interessi a disposizione dell’azienda; non bisogna sottovalutare, infatti, quali conseguenze possa avere l’inserimento di una risorsa inadeguata all’interno dell’organico aziendale, specie se in posizioni di particolare responsabilità o che prevedano l’accesso a dati riservati ed informazioni sensibili.

Si può indagare sulla condotta professionale?

Le indagini preassunzione si collocano nel più ampio insieme delle indagini sui dipendenti, un particolare tipo di procedura investigativa che pone alcune questioni di fattibilità. In sostanza, se da un lato è possibile svolgere indagini a carico dei propri dipendenti, dall’altro è necessario che vi siano determinate condizioni e il rispetto di alcune limitazioni. In particolare, gli investigatori devono rispettare le disposizioni dell’articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori (“Divieto di indagini sulle opinioni”): “è fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”.

In altre parole, le indagini sui dipendenti sono legittime, purché riguardino soltanto gli ambitiche abbiano un rilievo di carattere professionale; ciò vale sia per le verifiche svolte a carico di un lavoratore già assunto sia per un aspirante dipendente. L’unica differenza è che nel primo caso, le indagini possono risultare illegittime se non scaturiscono da un elemento fattuale tale da giustificare l’avvia di una procedura investigativa di verifica.

La condotta professionale figura quindi tra gli aspetti che possono essere oggetto di indagine. Quest’aspetto, infatti, può giocare un ruolo determinante nel tracciare un profilo professionale completo e, di conseguenza, può incidere sensibilmente – in un senso o nell’altro – nel processo valutativo e decisionale affidato ai recruiter aziendali. Le indagini relative alla condotta professionale e lavorativa pregressa del candidato puntano generalmente ad analizzare le esperienze passate, le modalità di interruzione dei precedenti rapporti lavorativi e i risultati ottenuti (cosa che il candidato stesso può documentare per mezzo di lettere di referenze).

Come si effettuano le indagini preassunzione

Poiché possono avere implicazioni di carattere legale, le indagini preassunzione vanno affidate a figure esperte e specializzate del settore. In particolare, i controlli possono essere commissionati ad un’agenzia di investigazione privatache offra tra i propri servizi professionali anche questo tipo di indagine sui dipendenti.Il mandato può essere conferito direttamente dal titolare dell’azienda o, più verosimilmente, da un legale rappresentante.

La prima fase del processo investigativo vero e proprio consiste nell’acquisizione, da parte degli agenti, di tutta la documentazione relativa al soggetto da sottoporre a indagine: curriculum, lettera di presentazione, lettere di referenze e altri riscontri (come ad esempio gli appunti e le note scritti dal recruiter durante un colloquio oppure le risposte a questionari di valutazione).Fatto ciò, gli investigatori – nel rispetto della privacy dell’individuo – procedono alla verifica delle informazioni acquisite, a partire da quelle di carattere personale e accademico:dati anagrafici, domicilio e residenza, titoli di studio (con relativa votazione), qualifiche e certificati (master, dottorati, periodi di studio all’estero e simili). Successivamente, l’analisi si concentra sulla sfera professionale: iscrizione ad albi o ordini, esperienze lavorative passate (stage, part time, impieghi a tempo determinato o indeterminato) ed eventuali referenze. Gli agenti, in questa fase, hanno soprattutto il compito di verificare la carriera del candidato, accertando gli impieghi svolti, le mansioni ricoperte ed i risultati ottenuti.

Un aspetto non meno significativo è quello relativo all’aspetto legale e giudiziario. Le indagini preassunzione possono portare alla luce carichi pendenti, condanne (ai fini del rapporto di lavoro vanno prese in considerazione solo quelle penali) ed anche semplici licenziamenti. Ai fini di un’attenta valutazione del percorso professionale del candidato, analizzare le interruzioni dei rapporti lavorativi pregressi può risultare molto utile: gli agenti possono prendere contatto con i precedenti datori di lavoro per capire in che condizioni è maturata la rescissione del contratto (così come eventuali dimissioni da parte del candidato). Se il candidato dichiara di aver ricoperto ruoli di primo piano in altre società o aziende (a livello manageriale o dirigenziale), i risultati ottenuti dalle stesse durante il periodo in carica del soggetto possono rappresentare un ulteriore dato di riscontro per quanto riguarda la caratura professionale del candidato sottoposto alle verifiche degli agenti. In sintesi, è un altro parametro da tenere in considerazione per valutare l’operato professionale dell’aspirante dipendente.

Al termine della procedura investigativa, gli agenti stilano una relazione tecnica da consegnare al mandante delle indagini; nel documento vengono illustrati il lavoro svolto e i risultati ottenuti. Queste informazioni possono essere messe a disposizione del recruiter come ulteriore elemento di valutazione del candidato: se quanto emerso durante le indagini preassunzione conferma la veridicità di quando dichiarato dall’aspirante dipendente, il recruiter può considerare conclusa la fase ‘conoscitiva’ e formulare un’offerta di lavoro. Qualora un’offerta fosse stata già formulata, essa può essere rimodulata, sia in termini economici che in merito alla posizione lavorativa od alle modalità di inserimento. Se le indagini rivelano, di contro, elementi pregiudizievoli, i recruiter possono far prevalere questo tipo di riscontro e rigettare la candidatura.


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