Investigazioni Doppio Lavoro

Dipendente assente per malattia sorpreso a svolgere attività lavorativa presso altro datore di lavoro, anche se familiare. Tale condotta è passibile di licenziamento per giusta causa?
La giurisprudenza è costante nell’ammettere la legittimità del licenziamento per giusta causa in tutti i casi in cui il dipendente che, durante il periodo di malattia, svolga un’attività lavorativa (ancor più grave dietro compenso “in nero” o in concorrenza con l’azienda datrice di lavoro o venendo meno al dovere di riservatezza), incompatibile con la patologia dichiarata ritardandone la tempestiva guarigione e posticipandone dunque il rientro in servizio. Tale condotta è, infatti, talmente grave da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia che dovrebbe sussistere tra lavoratore e datore di lavoro in quanto presuppone una violazione dei doveri di diligenza, fedeltà, buona fede e correttezza cui il dipendente è tenuto.
La percentuale di dipendenti che si assentano dal proprio posto di lavoro per svolgere una seconda attività è piuttosto significativa, ciò a discapito dell’azienda non solo in termini economici ma anche di produttività e competitività sul mercato.
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