Infortunio in Itinere: Quando è Riconosciuto?

27 Mar , 2025 Indagini Aziendali

Infortunio in Itinere: Quando è Riconosciuto?

L’infortunio in itinere, anche se avviene al di fuori dell’orario lavorativo, è uno degli eventi più discussi e delicati nel rapporto tra lavoratore e azienda. Si tratta di un fenomeno in crescita, spesso oggetto di richieste di risarcimento che, in alcuni casi, possono rivelarsi infondate o addirittura fraudolente. Ma cosa si intende per infortunio in itinere? Quali sono i limiti temporali, le condizioni per il riconoscimento e gli strumenti a disposizione delle imprese per tutelarsi?

In questa guida ti spiegheremo il significato di infortunio in itinere, quando è previsto il risarcimento, chi lo paga, cosa accade in caso di utilizzo del mezzo proprio, e come agire se sospetti che l’evento dichiarato da un dipendente non sia veritiero.

Cosa Significa “in itinere”?

Il termine “in itinere” viene dal latino e si traduce come “durante il tragitto”. In ambito assicurativo e lavorativo, viene utilizzato per indicare il percorso che un lavoratore compie per recarsi al lavoro o tornare a casa.

Esistono diverse variabili legate al tragitto, può essere a piedi, con mezzi pubblici o tramite mezzo proprio, e in tutti i casi il percorso deve essere diretto, senza deviazioni non giustificate, e finalizzato esclusivamente a raggiungere (o lasciare) il posto di lavoro.

Che Cos’è un Infortunio in Itinere

L’infortunio in itinere è un evento lesivo che colpisce un lavoratore durante il percorso tra casa e luogo di lavoro, o viceversa, oppure mentre si sposta tra due sedi aziendali o compie tragitti legati all’attività lavorativa. Anche se non avviene dentro le mura dell’ufficio o dell’azienda, questo tipo di infortunio può essere riconosciuto dall’INAIL come equiparabile a un infortunio sul lavoro. Ma attenzione! Perché non basta semplicemente che avvenga “mentre si è in giro”.

Ma quali sono le condizioni affinché sussista l’infortunio in itinere? Perché ci sia davvero diritto alla copertura assicurativa, è importante che:

  • il tragitto sia direttamente collegato all’attività lavorativa, senza deviazioni inutili o pause per motivi personali;
  • non ci siano state interruzioni che interrompono il nesso tra casa e lavoro;
  • il mezzo di trasporto usato sia coerente con le necessità del lavoratore: ad esempio, un infortunio in itinere con mezzo proprio può essere riconosciuto solo se l’uso dell’auto è giustificato da distanza, orari, o assenza di trasporti pubblici;
  • la dinamica dell’evento sia credibile, documentabile e coerente con il percorso abituale del lavoratore.

Ogni situazione viene valutata caso per caso, ma una cosa è certa, per essere considerato un vero infortunio in itinere, deve esserci un legame chiaro, logico e diretto tra il tragitto e l’attività lavorativa. Solo così sarà possibile ottenere il riconoscimento da parte dell’INAIL e accedere alle tutele previste.

 

Sospetti che l’infortunio dichiarato da un dipendente non sia veritiero?

Quali sono le Indennità Previste

Quando l’INAIL riconosce un infortunio in itinere, il lavoratore ha diritto a una serie di tutele economiche e sanitarie pensate per aiutarlo a superare il periodo di difficoltà. Si tratta di un sostegno concreto, che può fare la differenza nel momento in cui, a causa dell’infortunio, non si è più in grado di lavorare come prima.

Le indennità previste possono comprendere:

  • Un’indennità giornaliera per l’inabilità temporanea assoluta, a partire dal quarto giorno dopo l’infortunio, per coprire il periodo in cui il lavoratore è impossibilitato a svolgere la propria attività;
  • La copertura delle spese mediche e riabilitative, se necessarie per la guarigione e il recupero;
  • Una rendita diretta nel caso in cui l’infortunio provochi un danno permanente alla capacità lavorativa;
  • Un eventuale risarcimento per infortunio in itinere da parte di INAIL e assicurazione, se il lavoratore è coperto anche da una polizza privata;
  • Il rimborso per danni materiali, come ad esempio nel caso di un infortunio in itinere con risarcimento danni all’auto, se l’incidente è avvenuto nel tragitto casa-lavoro e la dinamica è compatibile con i criteri stabiliti.

Tuttavia, ottenere il riconoscimento non è automatico. Ogni caso viene analizzato con attenzione dall’INAIL, che può respingerlo se emergono incongruenze, deviazioni ingiustificate o mancanza di nesso causale tra tragitto e lavoro.

In quale caso l’Infortunio in Itinere non Viene Riconosciuto dall’INAIL?

È importante sapere che non tutti gli infortuni che avvengono durante il tragitto casa-lavoro vengono automaticamente riconosciuti e risarciti. Anche se si è effettivamente feriti mentre ci si spostava per motivi di lavoro, l’INAIL valuta con molta attenzione le circostanze prima di decidere se garantire la copertura.

Ci sono infatti situazioni in cui l’infortunio non viene considerato “in itinere” e quindi non viene tutelato. Ciò succede, ad esempio, quando:

  • il percorso compiuto non è il più diretto o presenta deviazioni non giustificate, magari per motivi personali;
  • il lavoratore ha utilizzato un mezzo proprio pur avendo a disposizione mezzi pubblici efficienti e compatibili con gli orari di lavoro, senza una motivazione valida;
  • l’incidente è avvenuto durante una sosta per esigenze private, come fermarsi a fare la spesa, andare in palestra o svolgere commissioni personali;
  • l’orario dell’infortunio è incoerente con quello lavorativo e non ci sono elementi che giustifichino il ritardo o l’anticipo;
  • sono presenti comportamenti imprudenti o irresponsabili, come la guida in stato di ebbrezza o l’uso scorretto del mezzo.

In tutti questi casi, viene a mancare il legame diretto tra il tragitto e l’attività lavorativa, e di conseguenza l’evento non viene considerato meritevole di tutela. Ciò non significa che l’infortunio non sia reale, ma semplicemente che non rientra nelle condizioni previste dalla normativa per ricevere copertura da parte dell’assicurazione pubblica.

Cosa Fare in Caso di Infortunio in Itinere?

Quando si verifica un infortunio in itinere, è essenziale che sia il lavoratore che l’azienda agiscano in modo tempestivo e responsabile. In momenti delicati come questi, la chiarezza e la collaborazione possono davvero fare la differenza, sia per ottenere le giuste tutele sia per evitare equivoci o contenziosi.

Cosa deve Fare il Lavoratore

Se sei un dipendente e ti capita un infortunio mentre sei in viaggio per motivi di lavoro, la prima cosa da fare è avvisare subito il tuo datore di lavoro. Non aspettare! Più tempestiva è la comunicazione, più semplice sarà gestire la situazione.

Subito dopo, dovrai:

  • presentare un certificato medico dettagliato, che attesti l’infortunio e la sua natura;
  • fornire una descrizione precisa e coerente dell’accaduto (dove è successo, a che ora, in che condizioni);
  • collaborare in modo trasparente con l’azienda e con l’INAIL per eventuali chiarimenti o verifiche.

Un atteggiamento corretto e trasparente rafforza la tua posizione e facilita l’iter per ottenere il giusto risarcimento previsto per legge.

Cosa deve Fare l’Azienda

Dal canto suo, anche l’azienda ha delle responsabilità ben precise. Entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, deve inviare la denuncia dell’infortunio all’INAIL e attivare così la procedura formale per la tutela assicurativa.

Ma non è tutto. L’impresa ha anche il diritto (e il dovere) di:

  • verificare la coerenza dell’infortunio con gli orari di lavoro, il luogo indicato e le abitudini del dipendente;
  • monitorare eventuali incongruenze o comportamenti anomali che potrebbero sollevare dubbi sulla veridicità dell’evento.

Quando qualcosa non torna oppure si sospetta che l’infortunio dichiarato possa non corrispondere alla realtà, è più che legittimo chiedere un supporto esperto. Affidarsi a professionisti di indagini private permette all’azienda di tutelarsi nel pieno rispetto della legge, facendo luce sui fatti senza compromettere la fiducia tra le parti.

In casi del genere, la prevenzione e l’approfondimento oltre ad essere strumenti di difesa sono anche scelte intelligenti per proteggere il lavoro e la reputazione di tutti.

 

Sospetti che l’infortunio dichiarato da un dipendente non sia veritiero?

Domande Frequenti

Si può Licenziare un Dipendente per Falso Infortunio in Itinere?

Sì, se l’azienda accerta che l’infortunio dichiarato è falso o costruito ad arte per ottenere un risarcimento non dovuto, può avviare un procedimento disciplinare e arrivare al licenziamento per giusta causa. Tuttavia, per agire legalmente, è indispensabile disporre di prove solide e raccolte nel rispetto della legge.

INSIDE è specializzata in indagini aziendali e può supportare le imprese nella raccolta di elementi utili a difendere i propri interessi, senza violare alcuna normativa e assicurare discrezione e affidabilità.

L’Infortunio in Itinere vale solo Entro 30 minuti o un’Ora?

Non esiste una regola rigida o una norma che stabilisca che il risarcimento per infortuni in itinere venga riconosciuto esclusivamente se l’evento è avvenuto entro 30 minuti o entro un’ora dall’inizio o dalla fine dell’orario di lavoro. Tuttavia, nella pratica, INAIL valuta attentamente la coerenza temporale dell’infortunio con il tragitto abituale del lavoratore.

È quindi corretto dire che, in linea generale, infortuni in itinere entro 30 minuti o entro un’ora dall’inizio o dalla fine del turno vengono spesso ritenuti compatibili con un normale spostamento casa-lavoro o lavoro-casa, se supportati da elementi oggettivi come la distanza, il mezzo utilizzato e la dinamica dell’evento.

Tuttavia, ogni caso viene esaminato singolarmente. Se l’infortunio è accaduto oltre tali tempi indicativi, ma può essere giustificato da traffico, condizioni meteo avverse, deviazioni obbligate o altri fattori oggettivi, può comunque essere riconosciuto. Allo stesso modo, anche un evento avvenuto “entro i 30 minuti” può essere escluso dal risarcimento se emergono deviazioni non giustificate o comportamenti non coerenti con un tragitto lavorativo.

Chi Paga in caso di Infortunio in itinere?

In caso di riconoscimento da parte di INAIL, è l’Istituto stesso a farsi carico del risarcimento per il lavoratore, sia per l’indennità che per le spese mediche. Tuttavia, se il dipendente ha anche un’assicurazione privata, può accedere a un risarcimento INAIL e assicurazione, per ottenere così una copertura più completa. Se invece l’infortunio viene giudicato non conforme, l’onere economico può ricadere sul lavoratore, e non mancano i casi in cui l’azienda, danneggiata da un’assenza ingiustificata, decida di agire legalmente.


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