Cos’è un sabotaggio e come ci si difende
Il mondo del lavoro può essere spesso altamente competitivo e non sempre tale competizione si svolge in maniera leale. Può capitare, infatti, che un soggetto concorrente ricorra ad azioni volte a recare danno ad un competitor; tale ‘minaccia’ può essere portata anche da un membro interno alla compagine aziendale: in entrambi i casi si può parlare di sabotaggio.
Vediamo di seguito di cosa si tratta nel dettaglio, specie in ambito industriale, e quali strumenti si possono adoperare per contrastarlo.
Cosa si intende per sabotaggio
In generale, per ‘sabotaggio’ si intende il “danneggiamento degli edifici o degli impianti di un’azienda agricola o industriale, compiuto allo scopo di impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro, come atto di rappresaglia economica o politica, penalmente considerato un delitto contro l’economia pubblica”. Il termine in sé deriva dal francese ‘sabot’, lo zoccolo in legno che gli operai delle fabbriche tessili utilizzavano durante il periodo della Rivoluzione Industriale per danneggiare i telai a vapore.
Dal punto di vista normativo, invece, si può assumere come riferimento l’articolo 508 del Codice Penale che dispone fino a tre anni di reclusione per “chiunque, col solo scopo d’impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro, invade od occupa l’altrui azienda agricola o industriale, ovvero dispone di altrui macchine, scorte, apparecchi o strumenti destinati alla produzione agricola o industriale”.
Rispetto al semplice danno (materiale e non), il sabotaggio si distingue per una connotazione leggermente diversa, per cui l’atto viene commesso con uno scopo ben preciso. A confermarlo è la sentenza n. 143 emessa dalla Corte di Cassazione penale nel 1966: “Il sabotaggio è un danneggiamento qualificato, non soltanto per la natura dei beni su cui cade l’attività delittuosa, ma anche per lo scopo, che si propone l’agente, d’impedire o di turbare il normale svolgimento del lavoro. Il delitto di sabotaggio continuato postula […] un dolo specifico: lo scopo d’impedire o di turbare il normale svolgimento del lavoro”.
In termini estremamente generici, si può affermare che rientrano nel significato di sabotaggio tutti gli atti a scopi lesivi compiuti clandestinamente a danno di un soggetto rivale o concorrente, al fine di pregiudicarne l’attività e l’efficienza.
Cos’è il sabotaggio industriale
Il sabotaggio industriale consiste in una o più azioni volte a recare danno ad un’azienda. Ciò può avvenire in diversi modi ed attraverso diversi canali; gli atti di sabotaggio industriale possono includere: danneggiamento o distruzione di edifici, strutture ed impianti di produzione, uffici o qualsiasi altro genere di bene strumentale di proprietà dell’azienda.
Oltre che in varie forme di danno materiale, il sabotaggio può configurarsi anche come un atto di concorrenza sleale, in particolar modo nella forma della diffusione di informazioni false o di natura denigratoria nei confronti di un’azienda (o dei prodotti e servizi che essa fornisce) che opera nel medesimo settore economico o che si rivolge alla medesima fascia di clientela (condizioni indispensabili per il sussistere della concorrenza). A identificare tali azioni come ‘atti di concorrenza sleale’ è il comma 2 dell’articolo 2598 del Codice Civile, secondo il quale chiunque “diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull’attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa di un concorrente” è colpevole di concorrenza sleale.
Il caso appena descritto può essere altresì etichettato come ‘danno d’immagine’ che, nel breve e lungo periodo può tradursi in un contraccolpo ben più tangibile per l’azienda sabotata (perdita della clientela, contrazione dei profitti etc.).
Un’azienda può essere vittima di sabotaggio anche da un ulteriore punto di vista, in quanto l’azione lesiva, invece di coinvolgere le strutture o inficiare la reputazione, viene indirizzata verso gli apparati digitali. In questo frangente, il sabotaggio industriale prende la forma dell’attacco informatico, volto a violare la sicurezza di database e archivi per sottrarre indebitamente informazioni riservate quali bilanci, elenco dei fornitori, strategie di marketing e tutto quanto riguarda in dettaglio l’attività aziendale.
Come contrastare il sabotaggio?
Per contrastare il sabotaggio industriale e i suoi effetti, che non sono sempre facili da riconoscere, la prima mossa spetta al titolare dell’azienda. Se c’è il sospetto che alcuni incidenti siano frutto di sabotaggio, l’azienda può affidare ad un’agenzia di investigazioni private il compito di svolgere indagini. Questo è essenziale perché, se si decide di accusare un dipendente, l’onere della prova ricade sul datore di lavoro.
Prevenzione e indagini digitali
Le indagini possono essere di due tipi: preventive o rivelatorie. Nel primo caso, l’attenzione è sulla sicurezza digitale. Servizi come la Digital Security e i Penetration Test sono di fondamentale importanza. La Digital Security include anche le bonifiche ambientali ed elettroniche, che servono a rilevare e rimuovere dispositivi di intercettazione illeciti, come microspie e microfoni nascosti.
Il Penetration Test è un tipo di attacco hacker autorizzato. Viene condotto da professionisti per testare la resistenza dei sistemi di sicurezza di un’azienda. Lo scopo è individuare i punti deboli nell’architettura digitale e nell’applicazione, così da poterli correggere. L’attacco può essere “al buio”, cioè senza informazioni preliminari, o ben mirato, a seconda di quanto si vuole approfondire.
Indagini su dipendenti e prove
Se il sabotaggio è riconducibile a un dipendente o a un dirigente, le tecniche investigative possono diventare più specifiche e includere pedinamenti e appostamenti. Gli investigatori raccolgono materiale fotografico e video per documentare i movimenti della persona indagata. Possono anche acquisire dati relativi a entrate o movimenti finanziari, se necessari per le indagini.
Tutto il materiale raccolto durante le indagini viene poi riassunto in una relazione finale. Questo documento è importantissimo, specialmente se le indagini sono “interne” e riguardano un membro del personale. La relazione può essere usata per supportare un’eventuale azione disciplinare, che può andare da una semplice sanzione fino al licenziamento.