Doppio lavoro: quando si può fare e quando denunciare un dipendente

17 Nov , 2023 Indagini Aziendali

Doppio lavoro: quando si può fare e quando denunciare un dipendente

L’equilibrio tra vita professionale e personale è una sfida costante e sempre più italiani affrontano questa sfida intraprendendo un doppio lavoro. Si stima, infatti, che circa 3 milioni di persone in Italia abbiano abbracciato la possibilità di svolgere due impieghi contemporaneamente.

Sebbene la legge non consideri di per sé il doppio lavoro un reato, è essenziale navigare attentamente tra i dettagli normativi. Infatti, il quadro è notevolmente complicato per via della necessità di considerare i diversi limiti stabiliti dalla legge, a seconda che ci si trovi nel settore pubblico o privato.

Inoltre, la questione del divieto di concorrenza del dipendente assume un ruolo cruciale, influenzando la legalità e la sostenibilità di un secondo impiego.

Questo articolo esplorerà i confini legali del doppio lavoro, distinguendo i casi in cui si possono fare due lavori e quando, invece, tale situazione potrebbe richiedere una segnalazione o una denuncia.

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La nostra agenzia investigativa internazionale INSIDE e il suo team di investigatori esperti saranno felici di analizzare il tuo caso e darti il supporto di cui hai bisogno.

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Secondo lavoro dipendente privato: è lecito?

Fare un secondo lavoro per arrotondare è comune soprattutto tra chi ha contratti part-time poiché, in tali casi, si possono avere due lavori contemporaneamente e non è difficile gestirli.

A differenza dei due contratti part time, il problema si presenta quando il doppio lavoro è svolto da un dipendente privato full time.

Infatti, in questo caso è normale chiedersi come il lavoratore concili le due professioni, se a volte cede alla tentazione di assentarsi dal posto di lavoro principale e, nel caso lavori per due aziende dello stesso settore, se rispetti la clausola di non concorrenza.

Se sei un imprenditore questi dubbi sono legittimi e devi sapere come gestire le situazioni in cui la tua azienda viene danneggiata da comportamenti irregolari, soprattutto nel caso di mancata comunicazione secondo lavoro, cioè se il lavoratore non ti ha avvertito di avere un doppio lavoro.

In particolare, devi sapere che se la tua azienda subisce un danno economico o va incontro a rischio reputazionale a causa di un dipendente che svolge un secondo lavoro puoi procedere al licenziamento per giusta causa.

Approfondiamo la questione e cerchiamo di scoprire più da vicino perché sempre più aziende si rivolgono a INSIDE per richiederci delle investigazioni sul doppio lavoro di dipendenti.

Si possono fare due lavori? Cosa dice la Legge

Per sapere se si possono fare due lavori, la prima considerazione da fare riguarda l’ambito di lavoro del dipendente.

Infatti, il dipendente pubblico deve sottostare a limitazioni ben marcate per quanto riguarda il doppio lavoro. In genere, non può avere un secondo impiego in ambito privato o presso società con scopo di lucro, a meno che non sia stato autorizzato e rispettando l’impegno a non pregiudicare la propria produttività presso la Pubblica Amministrazione.

Inoltre, i dipendenti pubblici hanno l’obbligo di comunicazione del secondo lavoro e sono esonerati da tale clausola solo il personale sanitario, i docenti universitari e gli insegnanti.

Al contrario, nel settore privato le limitazioni principali al doppio lavoro sono 2:

Il limite orario di lavoro settimanale

In Italia la legge stabilisce che un dipendente può lavorare un massimo di 48 ore a settimana, con un riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive e uno giornaliero di almeno 11 ore consecutive.

È quindi possibile per un dipendente svolgere due lavori part-time contemporaneamente, mentre non è possibile in caso di contratto full-time perché il tetto delle 48 ore settimanali verrebbe superato.

Pertanto, all’interno di questa limitazione, un dipendente ha la possibilità di svolgere un secondo lavoro. A patto di rispettare anche il secondo requisito.

Divieto di concorrenza del dipendente

Per poter svolgere il doppio lavoro, il dipendente privato deve anche rispettare il divieto di concorrenza, sancito dall’art. 2105 del Codice civile, secondo cui:

“Il lavoratore non può trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con la propria azienda, non può divulgare notizie riservate sull’impresa e i suoi metodi di produzione e non deve sfruttare le informazioni di cui è a conoscenza per danneggiare l’azienda.”

Pertanto, un dipendente che svolge due attività parallele nello stesso settore è in una situazione potenzialmente pericolosa, poiché potrebbe infatti essere stato assunto proprio per la sua posizione. 

Da qui, si aprono qui due scenari:

  • nel primo, il dipendente trova un secondo impiego nello stesso settore per sfruttare le proprie abilità specialistiche, senza danneggiare nessuno (ad esempio chi svolge un lavoro nel settore pubblico e poi arrotonda svolgendo un’attività similare per un’azienda privata o svolge un’attività autonoma aprendo una partita iva);
  • nel secondo scenario, invece, il lavoratore sfrutta consapevolmente le informazioni di cui è a conoscenza (sull’azienda, in particolare) per trarne un vantaggio.

Il datore di lavoro che scopre l’inganno può ricorrere alla Legge e licenziare per giusta causa l’impiegato sleale, con effetto immediato e senza versare un indennizzo.

Quindi, per Legge, un dipendente può svolgere un secondo lavoro se rispetta il tetto delle 48h settimanali, se non viola il divieto di concorrenza e, ovviamente, se non si tratta di un lavoro in nero.

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Obbligo comunicazione secondo lavoro

Il dipendente dovrebbe sempre avvisare il proprio datore di lavoro se svolge attività lavorative parallele, soprattutto in situazioni potenzialmente ambigue.

Un’altra utile accortezza che dovrebbe avere il lavoratore è quella di assicurarsi di poter gestire gli impegni per le diverse aziende per cui lavora, in modo che il secondo lavoro non si sovrapponga al primo.

Assenteismo: un rischio reale legato al doppio lavoro

L’assenteismo costa alle aziende migliaia di euro ogni anno, per questo motivo un imprenditore può denunciare un dipendente che non rispetta gli obblighi contrattuali, che abbandona il proprio posto di lavoro o che si assenta per svolgere altre attività, rischiando il licenziamento per assenteismo.

A tal proposito, consulta la Guida alla legge 104 per il datore di lavoro se pensi che un tuo dipendente stia approfittando della suddetta legge per assentarsi e mascherare un secondo lavoro.

Quanti lavori si possono fare?

La legge non stabilisce un numero specifico di lavori che una persona può svolgere, quindi alla domanda “quanti lavori si possono fare?”, la risposta è “dipende”.

Infatti, come abbiamo visto, la normativa pone l’attenzione su alcune regole fondamentali, in primis il rispetto dell’orario massimo settimanale, fissato a 48 ore.

Inoltre, nel contesto di due impieghi, è fondamentale evitare sovrapposizioni di orario e, per questo motivo, la legge sottolinea l’importanza del rispetto del riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, insieme al riposo giornaliero di 11 ore.

Questi parametri forniscono un quadro normativo che consente ai lavoratori di intraprendere più di un rapporto di lavoro, purché vengano rispettati tali limiti e regole.

La flessibilità offerta dalla legge in questo contesto mira a consentire ai lavoratori di gestire più impieghi, tutelando nel contempo il benessere e la salute lavorativa attraverso adeguate pause e riposi.

Oltre alla quantità di lavori che si potrebbero svolgere contemporaneamente, molto spesso ci si chiede se chi ha un contratto a tempo indeterminato può fare un altro lavoro.

Anche in questo caso, la normativa non è ferrea nel dare una risposta, ma lascia sempre i parametri di orari e non concorrenza visti prima. Pertanto, se ti stai chiedendo “Se ho un contratto a tempo indeterminato posso fare un altro lavoro?” la risposta è sì, a parte che rispetti i tre requisiti di limite orario, riposo, lavori non dichiarabili.

Indagini sui dipendenti: come scoprire se un lavoratore svolge un secondo lavoro

Un dipendente con un doppio lavoro può rappresentare una minaccia per un imprenditore, soprattutto nel caso in cui il lavoratore sia assunto con un contratto full-time.

Assenteismo, permessi illegittimi, false malattie: sono solo alcune delle pratiche scorrette che un dipendente può attuare per gestire due lavori contemporaneamente.

Come se non bastasse, un altro fronte potenzialmente pericoloso è quello che riguarda il rischio di concorrenza: se il dipendente lavora per un competitor può trasmettere informazioni confidenziali e mettere a repentaglio il futuro dell’azienda.

Come salvaguardarsi in questi casi? Ce lo spiega Paola Orlando – responsabile reparto Legal, Corporate Affairs, Compliance, Criminal Law and Anticorruption di INSIDE.

Se il titolare di un’azienda sospetta che uno dei propri dipendenti stia svolgendo un secondo lavoro che danneggia l’impresa, deve avviare immediatamente verifiche al riguardo. Infatti, qualora il dipendente non abbia avvisato il datore di lavoro dell’attività lavorativa parallela e questa sia potenzialmente in conflitto con la prima, è nei diritti dell’impresario interrompere il rapporto di lavoro.

Il modo più efficace per svolgere indagini accurate sulla condotta di un dipendente è quello di rivolgersi a un’agenzia specializzata in investigazioni aziendali per valutare la tua situazione specifica.

Il licenziamento per giusta causa è un diritto del datore di lavoro, qualora la relazione di fiducia con il dipendente venga meno. Ma è fondamentale attuare il provvedimento solo se in possesso di prove certe di una condotta sleale.

INSIDE è un’agenzia di indagini aziendali che supporta gli imprenditori nelle indagini sui dipendenti, apportando prove chiare e pertinenti.

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